Logo Comune

COMUNE DI ALBERONA     

Via Stradale Lucera, s.n.c.  -  71031 Alberona (FG)   - Tel.: 0881/592022   -   Fax: 0881/592151

 

 

 

Italiano|Inglese|Francese 
 
Torna alla Home

 

Situata a pochi chilometri dal centro abitato, tra i maestosi alberi ed i fiori profumati, nel bel mezzo della tranquillità assoluta, prende vita l'Area Faunistica del Cinghiale. E' un'area di circa 2-2,5 ettari di terreno facente parte del bosco comunale "Argaria", completamente dedicata allo studio ed alla vita di questi splendidi animali che è possibile ammirare principalmente in Primavera, Estate ed Autunno.

 Per saperne di più 

IL CINGHIALE

Il cinghiale fa parte del superordine degli Ungulati cioè animali che poggiano su unghielli, inoltre è dell’ordine degli Artiodattili, cioè animali che hanno un numero pari di dita.L’unico rappresentante degli Artiodattili bunodonti nella fauna italiana è il cinghiale.Le dimensioni del cinghiale sono infatti molto variabili in relazione all’ampiezza del suo areale e alla conseguente difformità delle condizioni ecologiche che influenzano la sua esistenza. Il cinghiale si muove agilmente nella fitta macchia grazie anche alla spessa pelle della zona anteriore che gli impedisce di procurarsi ferite.Il sistema riproduttivo del cinghiale non è territoriale e si basa sulla ricerca e la difesa da parte del maschio di femmine in estro. Il rapporto sessi alla nascita è sbilanciato a favore dei maschi (Briedermann, 1986). Dopo alcuni giorni i cinghialetti cominciano a seguire la madre nei suoi spostamenti, dapprima tornando alla tana per dormire, in seguito abbandonandola del tutto. Gli incroci col cinghiale diventano grandi portando nel colore del pelo e nella conformazione del corpo i segni della loro provenienza. La seconda generazione assomiglia sempre di più al cinghiale. Nel Neolitico tre erano le specie selvatiche di suidi. La prima, la più importante, è il cinghiale, Sus scrofa, diffuso in tutto il mondo antico: Europa, Asia occidentale, Nord Africa ed anche in alcune zone dell’Asia Orientale. La seconda è il suino del Nepal e del Nord dell’India, Sus cristatus, ed infine c’era il suino cinese o dalle fasce, Sus vittatus, tutti questi hanno avuto una parte importante nella formazione dei suini moderni. Nella regione mediterranea il cinghiale è presente da prima della comparsa dell’uomo. I cinghiali del Neolitico, in Italia come in Europa, risultavano essere di taglia molto superiore all’attuale (Apollonio et al, 1986). Fu importato dagli Spagnoli nel Nord America alla metà del ‘500 e si è naturalizzato in vaste aree del continente americano dove viene chiamato con il nome di razorback. I cinghiali sono compresi nel genere “Sus” e suddivisi in 4 specie e 49 sottospecie. A partire dalla fine degli anni ‘60 è seguita una nuova crescita delle popolazioni e questa espansione è stata causata dal generale miglioramento delle condizioni ecologiche dovute ad un ampliamento dell’areale grazie al recupero del bosco in zone precedentemente utilizzate per l’agricoltura e la pastorizia, allo spopolamento delle zone alpine e appenniniche, nonché alla diminuzione della caccia diretta e alla reintroduzione massiccia di esemplari prodotti in allevamenti, svolta a fini venatori che è tuttora pesantemente in atto (Apollonio et al., 1989). Se le informazioni scritte sono tarde e indirette, numerose sono invece le testimonianze iconografiche relative alla caccia al cinghiale. Gli affreschi delle tombe della “Scrofa nera”, del “Biclinio” e della “Querciola” (V –IV sec. a. C.) confermano l’uso delle reti, dei cani e dello spiedo per la cattura dei cinghiali. Ogni caccia cominciava con il sacrificio alla dea Diana, dea della natura, regina dei boschi e dei monti, protettrice degli animali ma anche della vita dei cacciatori. I romani utilizzavano nella caccia al cinghiale una rete a maglie strette e resistente che circondava tutto il terreno destinato alla battuta di caccia per impedire all’animale di scappare. Sul Subappennino Dauno, come del resto su tutto il territorio nazionale, la caccia al cinghiale segue il calendario faunistico-venatorio, esso prevede stagione della caccia dal 1° novembre fino al 31 gennaio (fino al 31 dicembre con i segugi) e può avvenire solo dopo aver ricevuto regolare permesso da parte degli Ambiti Territoriali di Caccia (A.T.C.) sub-provinciali o comunque dall’ufficio preposto dalla Provincia. Il “capomuta” insieme agli altri cani “tracciano” le orme del cinghiale e individuano l’animale.

CURIOSITÀ

I cinghiali vengono usati nella ricerca dei tartufi rivelandosi molto più abili dei cani. Pochi sanno però che i cinghiali detestano l’odore del petrolio e dell’urina umana. I cinghiali sono immuni al veleno della vipera grazie allo spesso strato di grasso sottocute.

IL CINGHIALE NELL’IMMAGINARIO UMANO

Il simbolismo del cinghiale è di origine antichissima ed è presente praticamente in tutte le culture.  

Al Riparo Gaban, in Trentino è stata rinvenuta una statuina di Dea Madre ricavata in un molare di cinghiale mentre mandibole ed ossa di cinghiale sono comuni nelle sepolture del periodo megalitico.

Il mondo asiatico:

Presso gli Indù questo animale rappresenta l’autorità spirituale, una delle denominazioni del centro spirituale e primordiale del mondo, posto all’estremo Nord, è proprio “Varahi” cioè la “Terra del cinghiale”.

Il mondo greco:

Animale sacro alla dea Artemide, conosciuta presso i Romani come la dea Minerva, insieme al cervo e al cane.  

Uno dei miti greci legati alla figura del cinghiale è quello del semidio Adone, parola semitica che significa semplicemente “signore”.

Il mondo dell’Europa settentrionale:

Anche tra gli Irlandesi, i Germani e le popolazioni scandinave il cinghiale era legato al mondo dei morti e dei guerrieri.

Il mondo del Medio Oriente:

Anche qui il simbolismo è legato all’alternarsi delle stagioni e alla morte della vegetazione nel periodo invernale.

Il mondo cristiano:

Il cinghiale è parte integrante della cultura di moltissimi popoli fin dall'antichità.